Reggia di Caserta

Una vera reggia degna delle favole

Ammira il complesso della Reggia di Caserta, la Versailles della Campania. Non solo ospitò i re borbonici di Napoli, ma anche un'università, i ministeri, una libreria pubblica, la magistratura, un grande teatro, un seminario ed una cattedrale. Un'architettura mozzafiato, splendide viste, meravigliosi parchi e giardini: visita questo sito Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO vicino a Napoli!


Info Prenotazione

Biglietto cumulativo: Appartamenti storici, Mostra Terrae Motus, Parco e Giardino Inglese

Chiusura: tutti i Martedì; 25 dicembre; 1 gennaio

Orari d'apertura:
Appartamenti: 8:30 - 19:00; ultimo ingresso: 18:30

Mostra: 9:00 - 18:00 visita guidata da Assistenti Museali ogni ora

Parco e Giardino:
- Gennario, febbraio, novembre e dicembre: 8:30 - 14:30
- Marzo: 8:30 - 16:00
- Aprile 8:30 - 17:00
- Maggio e settembre: 8:30 - 17:30
- Giugno, luglio e agosto: 8:30 - 18:00
- Ottobre: 8:30 - 16:30
Il Giardino Inglese chiude un'ora prima dell'ultimo ingresso al Parco.

SERVIZIO SILENZIATORI ("WHISPER"):

In adesione a quanto comunicato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza BAPPSAE di Caserta e Benevento con nota del 16 aprile 2007 applicativa di un progetto nazionale finalizzato a contenere il rumore negli spazi museali con oltre 500.000 accessi l'anno, i visitatori in gruppi di più di 12 persone hanno l'obbligo di munirsi degli apparecchi silenziatori (whisper) prima di accedere al museo. (€ 1,80 a persona, da pagare in loco)

Gli apparecchi sono distribuiti a fianco alla biglietteria o presso la biglietteria stessa. Il pagamento si effettua in biglietteria (Euro 1.80 a persona per i gruppi, indipendentemente dall'età, dalla nazionalità e dalla professione dei visitatori; Euro 1.20 a persona per le scolaresche; accompagnatori e guide turistiche campane sono esentati dal pagamento).

La prenotazione deve essere richiesta con almeno 1 giorno lavorativo di anticipo.

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ATTENZIONE: se l'orario richiesto è esaurito, il museo confermerà automaticamente l'orario disponibile più vicino a quello richiesto, nella stessa data.

Politica di cancellazione:
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DA SAPERE PRIMA DI PRENOTARE

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Panoramica

Ammira il complesso della Reggia di Caserta, la Versailles della Campania. Non sono ospitò i re borbonici di Napoli, ma anche un'università, i ministeri, una libreria pubblica, la magistratura, un grande teatro, un seminario ed una cattedrale. Un'architettura mozzafiato, splendide viste, meravigliosi parchi e giardini: visita questo sito Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO vicino a Napoli!

Reggia di Caserta

L'Europa del Settecento, al livello delle sue classi dominanti, forma una sola nazione la cui omogeneità non ha riscontro in alcuno dei secoli precedenti.

Da Parigi a Pietroburgo e da Berlino a Napoli segni evidenti si ritrovano nel costume come nell'uso universale della lingua francese, nel cosmopolitismo delle aristocrazie e degli intellettuali come nella filosofia dell'Illuminismo, nelle regge dei regnanti come nel gusto artistico o nelle logge massoniche. Le regge, simbolo degli splendori e del mecenatismo delle monarchie, sopravvissute a rivoluzioni, bombardamenti e incuria, rappresentano l'elemento più tangibile della grandiosità delle dinastie che le hanno volute e vissute.

In seguito alla morte dell'Imperatore Carlo VI, era scoppiata una nuova guerra e la capitale si era trovata a sottostare alle pressioni della flotta inglese per ottenere la neutralità del Regno delle Due Sicilie; nell'animo del re si fece più forte l'esigenza di costruire una nuova capitale lontana dal mare, ma non troppo distante da Napoli. Il luogo che meglio si prestava a tale scopo era un vasto terreno pianeggiante ai piedi dei Monti Tifatini, di proprietà dei conti di Caserta, irriducibili avversari dei Borbone, che il Re acquistò inizialmente come riserva di caccia.

Scelti i luoghi, bisognava trovare l'architetto capace di ideare l'edificio che, oltre ad ospitare la famiglia reale, potesse contenere un'Università, i dicasteri, una biblioteca pubblica, la magistratura, un gran teatro, un seminario ed una chiesa cattedrale; certamente, nell'ideare la "sua" reggia, il pensiero del re correva alla meravigliosa Versailles dove aveva trascorso momenti indimenticabili, ospite della corte francese. Carlo conferì l'incarico a Vanvitelli, architetto in San Pietro, dopo aver chiesto al papa Benedetto XIV il suo benestare.

Il progetto presentato da Vanvitelli in sedici tavole incise su rame non comprende solo la Reggia e le sue dipendenze, ma traccia la pianta e la fisionomia della nuova città che doveva sorgerle accanto, segna le strade di collegamento con i paesi vicini e, soprattutto, traccia la spina dorsale del progetto, il Gran Viale tra Napoli e la grande Cascata che sgorga dalla collina di Briano, a voler collegare idealmente la nuova capitale con la metropoli lontana passando per il Palazzo Reale, punto di riferimento e unità di misura di una composizione senza confini, su cui esso domina con la sua mole squadrata e la sua imponenza volumetrica. Il Palazzo è collegato idealmente a Napoli dal nastro bianco che si stacca dalla Cascata e sembra segnare il percorso d'acqua per raggiungere la capitale. Il Viale doveva essere costeggiato da ruscelli, derivazioni dell'acquedotto carolino, ma non fu mai realizzato.

La collina di San Leucio è posta a nord-est dell'abitato di Caserta; il palazzo del Belvedere di San Leucio, la cui vista si estendeva fino al mare, è già descritto nel Rilievo dei beni della principessa Anna Acquaviva nel 1635: un vero e proprio castello, ricco d'affreschi, marmi, porticati e logge ornate d'agrumi e lauri, collegato tramite i giardini, il bosco, la campagna e i vigneti circostanti con alcune aree riservate alla caccia. Qui il re Carlo aveva stabilito appunto una riserva di caccia ai cinghiali, ma fu il suo successore Ferdinando IV a decidere il destino dei luoghi nei quali aveva trascorso l'infanzia: fece annettere altri territori e ordinò la costruzione di un piccolo edificio che offrisse riposo ai cacciatori, la Vaccheria, nel quale impiantò una fabbrica di veli con maestranze importate dal Piemonte.

Purtroppo la morte dell'erede al trono Carlo Tito in quel sito spinse la famiglia reale ad abbandonarlo e a trasferire l'attività e le maestranze nel Belvedere. Il progetto del Collecini, già collaboratore di Vanvitelli nella costruzione della Reggia, prevedeva la costruzione di una vera e propria città industriale, Ferdinandopoli, alcune fabbriche, la realizzazione di interi quartieri per le residenze degli operai con al centro la grande piazza della seta, lo sfruttamento intensivo delle aree coltivabili. Ma l'occupazione francese avrebbe messo in crisi il progetto e San Leucio non sarebbe divenuta più una moderna città industriale. Del progetto originario furono realizzate le abitazioni, uno dei primi esempi di case a schiera, il Casino di San Silvestro, la Vaccheria e il sistema di collegamento stradale.

Il sito di Carditello ha origine dalla decisione del re Carlo di impiantare un allevamento di cavalli nel feudo appartenente al conte d'Acerra; fu solo durante il regno del figlio Ferdinando che Collecini ebbe l'incarico nel 1787 di progettare gli edifici che avessero la duplice funzione di "rifugio" reale per la caccia e di azienda agricola. Nelle intenzioni di Ferdinando, Carditello serviva per mettere in risalto la sua adesione alla vecchia politica agricola, mentre San Leucio doveva rappresentare la spinta verso il nuovo modello di sviluppo industriale, nato dalle idee dell'illuminismo, che avrebbe portato benessere alla popolazione.

Politica di cancellazione

Una volta confermata la visita, è possibile cancellarla e rimborsare il costo dei biglietti non utilizzati meno il costo del servizio.

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