Cappella Rucellai e Mostra "Effetto museo. Intrusioni istantanee nei luoghi dell'arte"

Visita combinata alla Cappella Rucellai e alla mostra temporanea "Effetto museo. Intrusioni istantanee nei luoghi dell'arte"

Panoramica

Il Museo Marino Marini ospita la Cappella Rucella col Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti, un gioiello del Rinascimento Fiorentino, visitabile soltanto con prenotazione. Questo biglietto permette, inoltre, di visitare in orario libero la mostra temporanea "Effetto museo - Intrusioni istantanee nei luoghi dell’arte", con fotografie di Massimo Pacifico a cura di Claudio Di Benedetto, dal 21 gennaio al 4 marzo 2019.

Visita alla Cappella Rucellai e mostra “Effetto museo"

Visite disponibili, su prenotazione, il lunedì, sabato e domenica alle 11:00, 12:00, 15:00 e 16:00.
Lingue: inglese e italiano.
Durata: 40 minuti.
Massimo 25 persone per ogni turno d'ingresso.
Biglietto ridotto fino a 14 anni.

Leggi e Approva le condizioni di prenotazione

L'orario prenotato può subire variazioni improvvise in base agli orari di chiusura dei monumenti. Consultare sempre l'orario aggiornato sul sito. Le prenotazioni e i biglietti pagati ma non usufruiti non saranno rimborsati per alcun motivo.

Note:

  • Attenzione! La prenotazione per l'ingresso alla Cappella Rucellai è obbligatoria e non modificabile. Eventuali errori sulla selezione della data e dell’orario  di visita non potranno essere rimborsati.
  • Non sono previste riduzioni.
  • Biglietto gratuito, disponibile SOLO in BIGLIETTERIA:
    • Bambini di età inferiore ai 6 anni
    • 1 biglietto omaggio per  un accompagnatore ogni visitatore disabile
    • Forze dell’Ordine, purché l’accesso avvenga per specifico motivo di servizio.
    • Giornalisti in possesso di tessera associativa della stampa estera in Italia, dell'ordine nazionale italiano dei giornalisti.
    • Possessori tessera ICOM, EDUMUSEI.

Il Museo Marino Marini

Il Museo Marino Marini di Firenze si trova all’interno dell’ex-chiesa di San Pancrazio. Accoglie un nucleo di 183 opere tra sculture, dipinti, incisioni e disegni di Marino Marini in un allestimento museale unico progettato dall’artista stesso insieme agli architetti Bruno Sacchi e Lorenzo Papi.

All’interno del museo si trova anche la Cappella Rucellai con il Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti, gioiello del rinascimento fiorentino.

Il museo ospita inoltre mostre temporanee nei suggestivi spazi della cripta medioevale.

Apertura al pubblico: dal sabato al lunedì, dalle 10 alle 19. In questi giorni l'accesso alla collezione permanente è gratuito, mentre la visita delle mostre temporanee è a pagamento.

L'accesso alla Cappella Rucellai è possibile solo con visita guidata e su prenotazione.

Cappella Rucellai

Il Santo Sepolcro della Cappella Rucellai, già facente parte della Chiesa di san Pancrazio, fu realizzato nel 1467, copia in scala di quello di Gerusalemme. Nel 1808 la cappella fu separata dalla chiesa che venne sconsacrata e trasformata, per editto napoleonico, in una sala d’estrazione della Imperiale Lotteria di Francia. Da allora il varco di collegamento fu murato e per la cappella, che continuò a essere consacrata al culto, fu costruito un nuovo ingresso su via della Spada.

La cappella Rucellai, o del Santo Sepolcro, situata nella navata sinistra della chiesa di San Pancrazio, fu realizzata in fasi successive e l’intervento dell’Alberti per conto di Giovanni di Paolo Rucellai rappresentò la fase conclusiva che ne attestò definitivamente a lui, la paternità.

Realizzato in breve tempo, concluso nel 1467 come attesta l’iscrizione latina posta sulla porta d’ingresso, il tempietto è sempre stato considerato dagli studiosi una copia gerosolimitana fra le tante che si diffusero in occidente nel Medioevo e nel Rinascimento, nate dal ricordo e dalla devozione dei pellegrini di ritorno dalla Terrasanta.

Le decorazioni marmoree presenti sulle superfici del tempietto e tutto il suo apparato decorativo furono realizzati con ogni probabilità dallo scultore Giovanni di Bertino.

I disegni ornamentali delle 30 tarsie marmoree inserite all’interno dei riquadri sono diversi l’uno dall’altro, alcuni si ispirano a forme naturalistiche come le foglie d’alloro, di quercia, corolle di fiori ed altri a forme geometriche come la stella ottagonale, la stella a sei punte e la decorazione a libro.

Al centro di ogni prospetto, l’Alberti collocò delle tarsie facilmente riconoscibili per il loro significato rappresentativo che indicavano le imprese personali di Giovanni Rucellai, di Lorenzo il Magnifico, di suo padre Piero dei Medici e del nonno paterno Cosimo il Vecchio.
L’interno del Sacello è composto da un’unica camera sepolcrale contenente una lastra in marmo appoggiata sulla parete posta a sud.

Nel 1471 il Sepolcro conseguì lo stato sacramentale in una bolla emanata dal Pontefice Paolo II, il quale concesse ai fedeli che lo visitavano nei giorni del venerdì Santo e della domenica di Pasqua, cinque anni di indulgenza plenaria.

La cappella subì nel 1808 i primi interventi a causa della trasformazione della chiesa in sala d’estrazione dell’Imperiale Lotteria di Francia. Le due colonne e alcuni elementi lapidei del triforio albertiano furono utilizzati per realizzare il nuovo ingresso dell’ex chiesa. Il varco di collegamento con la cappella fu murato e venne costruito un nuovo ingresso a questa su via della Spada.

Nel 2013, la Cappella Rucellai con il Tempietto sono stati restaurati e grazie all’apertura di un passaggio posizionato sul lato sinistro, all’interno della navata centrale del museo, sono entrati a far parte del percorso di visita del Museo Marino Marini.

Effetto Museo. Intrusioni istantanee nei luoghi dell’arte

Fotografie di Massimo Pacifico
a cura di Claudio Di Benedetto
21 gennaio – 4 marzo 2019

Selezionati tra le innumerevoli fotografie che popolano l’archivio di Massimo Pacifico, gli scatti in mostra ci offrono uno sguardo che "guarda chi guarda" le opere d'arte, il visitatore che "abita" il Museo.

Da osservatori, attraverso l'obiettivo privilegiato di Massimo Pacifico, possiamo così guardare indisturbati le emozioni che attraversano le persone che visitano i musei : la risata e la commozione, la gioia, espressa talora con passi di danza - quella a cui ad esempio si abbandonano una giovane mamma e il suo bambino in visita al Victoria & Albert Museum di Londra - la noia e il torpore che sembrano cogliere alcuni studenti universitari appollaiati su un divano dello Städelsches Kunstinstitut di Francoforte o il visitatore intento a dormire sdraiato sui sedili di una sala della Neue Pinakothek di Monaco.

Massimo Pacifico si insinua così nelle vite dei visitatori incontrati in viaggio catturandone, talvolta con ironia e sempre con grande discrezione e sensibilità, gesti ed espressioni mentre sono intenti ad osservare, ignorare o mimare statue e dipinti attorno a loro: se nella Gliptoteca di Monaco di Baviera il dramma delle monumentali sculture classiche sembra essere ignorato dall’uomo assorto nella lettura di un libro, di tutt’altra intensità è il coinvolgimento di un giovanissimo visitatore del Rijksmuseum di Amsterdam, che, alla vista del dipinto in cui la suora Geertrury Haeck, defunta, è inginocchiata in adorazione di Sant’Agnese, reagisce con lacrime di commozione.

Dal Metropolitan Museum di New York al Mercedes Benz Museum di Stoccarda, dal Prince of Wales Museum di Mumbai ai Musei d’Arte Moderna di Barcellona, Lipsia, Milano, dal Rijksmuseum di Amsterdam al Victoria & Albert Museum di Londra, gli scatti di Pacifico aggiungono esperienza visiva, permettendo una "visita" museale completamente originale e coinvolgente.

Massimo Pacifico è nato nel 1951 a Sulmona, in Abruzzo, la città natale del poeta latino Ovidio. Dopo gli studi classici si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università di Firenze. Fotografo professionista e giornalista dal 1977, ha sempre indirizzato il suo obiettivo sulle persone in cui si è imbattuto durante i suoi frequenti viaggi intorno al mondo.

Autore di numerosi libri e articoli, Pacifico ha esposto in numerosi musei internazionali e diretto magazine come VERVE (2006/2010) e BOGART (2011); attualmente è direttore della rivista online BARNUM.

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