Lingue: italiano; inglese
  • Palazzo Vecchio: Era Fiorenza in Felicissimo Stato

    Panoramica

    • Lingue: italiano; inglese
    • per chi: per tutti
    • durata: un’ora e trenta minuti
    • numero minomo dei partecipanti: 4; numero massimo: 25 persone
    • quando: sabato alle 10:00, domenica alle 14:30

    Era Fiorenza in felicissimo stato

    Tutti conoscono i celebri affreschi che Masolino e Masaccio realizzarono all’interno della cappella di Felice Brancacci negli anni Venti del Quattrocento. Non è altrettanto noto il legame che unisce i dipinti del ciclo delle storie di San Pietro e il contesto urbano di quel periodo: sono infatti numerosissimi i riferimenti a luoghi e monumenti della Firenze del Quattrocento che fanno da scenario alle storie sacre rappresentate, conferendo agli episodi biblici un’attualità e una vicinanza straordinarie agli occhi dei contemporanei di Masolino e di Masaccio. Oltre alla verità – tutta umana – dei loro personaggi, quindi, anche il contesto assume conformazioni nuove e apparenze riconoscibili: la realtà terrena diventa misura del sacro; le colline e le montagne segnate da casolari isolati, così simili agli Appennini toscani, modellano il paesaggio del Tributo a San Pietro; mentre le quinte scenografiche nelle quali prendono vita i miracoli della Guarigione dello zoppo e della Resurrezione di Tabita preservano straordinari micro-dettagli di vita quotidiana: i vasi sui davanzali delle finestre, i panni stesi, le gabbie per gli uccelli, le scimmiette legate al guinzaglio sui cornicioni, i ciottoli sul selciato, i vicini di casa affacciati a chiacchierare.

    Gli affreschi rivelano così il loro carattere documentario, al pari delle fonti scritte, portando il visitatore di oggi a “leggere” le storie della Cappella con gli occhi di chi osservava le scene a metà Quattrocento e le comprendeva perché incluse nel proprio orizzonte urbanistico e sociale. Nella prima parte – a Palazzo Vecchio – sarà proposto al pubblico un percorso di lettura degli affreschi della Cappella Brancacci grazie al film L’occhio di Masaccio, che consentirà di avviare un’attenta analisi iconografica delle diverse scene, indacandone la verità documentaria e cogliendone i tratti peculiari. I visitatori saranno poi guidati in un breve percorso per le vie del centro di Firenze per poter osservare dal vivo i particolari che Masolino e Masaccio hanno immortalato nella loro opera. L’itinerario si concluderà al complesso conventuale di Santa Maria del Carmine, dove sarà possibile visitare la Cappella essendo in grado di restituire agli affreschi quella pienezza di significati artistici, religiosi e sociali che delineavano il volto della Firenze del Quattrocento.

    Il percorso ha inizio a Palazzo Vecchio e si conclude alla Cappella Brancacci, per una durata complessiva di due ore.

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