Palazzo Ducale - Museum Pass

Palazzo Ducale - Museum Pass

Biglietto cumulativo per tutti i Musei Civici aperti e quelli collegati.

Esplora gli undici più importanti musei di Venezia

Biglietto cumulativo per tutti i Musei Civici aperti e quelli collegati. Ha validità per 6 mesi e consente una sola entrata in ogni Museo.

Il biglietto deve essere ritirato presso Palazzo Ducale.

Questa prenotazione avviene attraverso una agenzia autorizzata da Pierreci Codess Coopcultura, concessionario ufficiale dei Musei di Venezia.

I musei inclusi sono:

Palazzo Ducale

  • dal 1 novembre al 31 marzo dalle 8:30 alle 17:30
  • dal 1 aprile al 31 ottobre dalle 8:30 alle 19:00

Ingresso consentito fino ad un'ora prima.

Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Museo Correr
dal 2 novembre al 31 marzo 9-17 (biglietteria 9-16); dal 1 aprile al 1 novembre 9-19 (biglietteria 9-18). Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Museo Archeologico Nazionale
8.15 - 19.15 Chiusura nei giorni: 1 gennaio, 25 dicembre

Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana
Aprile-ottobre: lunedì-domenica 9.00-19.00. Novembre-marzo: lunedì-domenica 9.00-17.00. Chiuso 1° gennaio, 25 dicembre

Ca’Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano
dal 3 novembre al 31 marzo 10-17 (biglietteria 10 - 16); dal 1 aprile al 2 novembre 10-18 (biglietteria 10-17). Chiuso martedì e 1 gennaio, 25 dicembre, 1 maggio

Casa di Carlo Goldoni
dal 3 novembre al 31 marzo 10-16 (biglietteria 10 - 15.30); dal 1 aprile al 2 novembre 10-17 (biglietteria 10 - 16.30). Chiuso Mercoledì e nei giorni 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

Museo di Palazzo Mocenigo e Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume
dal 3 novembre al 31 marzo 10-16 (biglietteria 10 - 15.30); dal 1 aprile al 2 novembre 10-17 (biglietteria 10 - 16.30). Chiuso lunedì e 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d'Arte Moderna + Museo d'Arte Orientale
dal 3 novembre al 31 marzo 10-17 (biglietteria 10 - 16); dal 1 aprile al 2 novembre 10-18 (biglietteria 10 - 17). Chiuso lunedì e 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio

Museo del Vetro – Murano (
dal 3 novembre al 31 marzo 10-17 (biglietteria 10 - 16.30); dal 1 aprile al 2 novembre 10-18 (biglietteria 10 - 17.30). Chiuso Mercoledì e 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio

Museo del Merletto – Burano
Il Museo del Merletto è chiuso fino alla primavera 2009 per lavori di restauro e riqualificazione.
dal 3 novembre al 31 marzo 10-16 (biglietteria 10 - 15.30); dal 1 aprile al 2 novembre 10-17 (biglietteria 10 - 16.30). Chiuso martedì e 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio.

ATTENZIONE: Selezionando audioguida la visita include anche questo servizio per Palazzo Ducale; le audioguide sono disponibili in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo; durata: 1 ora e 40 minuti

La prenotazione deve essere richiesta con almeno 1 giorno lavorativo di anticipo.

Risparmia tempo nell'ordinare! Aggiungi al tuo basket tutti i biglietti che vuoi, poi riempi il modulo d'ordine e invia la richiesta.

Prima di effettuare l'ordine leggi le Informazioni sull'ordine.

IMPORTANTE:Dopo aver completato con successo una prenotazione, riceverete due e- mails: la copia del vostro ordine (immediatamente dopo averlo fatto) e la mail di conferma (un giorno lavorativo dopo). Per poter ricevere queste due mail, vi preghiamo di accertarvi di inserire correttamente il vostro indirizzo di posta elettronica e controllare che i filtri anti-spam o antivirus non blocchino le mail dal nostro indirizzo [email protected] . Attenzione speciale da parte degli utenti di AOL.

ATTENZIONE: se l'orario richiesto è esaurito, il museo confermerà automaticamente l'orario disponibile più vicino a quello richiesto, nella stessa data.

Politica di cancellazione:
Per cancellazioni ricevute una volta assegnato il codice di conferma, fino a 2 giorni prima della visita, possiamo rimborsare il costo di biglietti non utilizzati meno il costo del servizio (prevendita e prenotazione online). Cancellazioni successive e no show non sono rimborsabili.

Capolavoro dell'arte gotica, il Palazzo Ducale si struttura in una grandiosa stratificazione di elementi costruttivi e ornamentali: dalle antiche fondazioni trecentesche ai cospicui inserti rinascimentali, ai fastosi segni manieristici.

E' formato da tre grandi corpi che hanno inglobato e unificato precedenti costruzioni: l'ala verso il Bacino di San Marco, la più antica, che contiene la Sala del Maggior Consiglio; l'ala verso la Piazza, già Palazzo di Giustizia, con la Sala dello Scrutinio; e l'ala rinascimentale, con la residenza del doge e molti uffici del governo.

L'ingresso, attraverso la Porta del Frumento, porta al cortile da dove si accede alle quattro ali. La piccola facciata marmorea con l'orologio che vi si trova risale ad un intervento di ristrutturazione del 1615. Al centro del cortile sono due vere da pozzo in bronzo risalenti alla metà del XVI secolo. Le due ali più antiche del palazzo presentano sul cortile facciate più semplici e severe, mentre l'ala rinascimentale ha una decorazione più ricca che culmina, sul fondo, con la Scala dei Giganti, antico ingresso d'onore, con le due colossali statue di Marte e Nettuno, scolpite da Sansovino nel 1565, simbolo della potenza di Venezia per terra e per mare.

La scala, ideata da Antonio Rizzo, è contigua all'Arco voluto dal Doge Francesco Foscari, vero arco trionfale, a fasce alterne in pietra d'Istria e marmo rosso di Verona, collegato alla Porta della Carta attraverso l'androne Foscari, da cui oggi, nel percorso di visita, si esce dal palazzo. A destra della scala dei Giganti si apre il cinquecentesco Cortile dei Senatori, dove questi si adunavano in attesa delle riunioni di governo. Sulla stessa ala del palazzo, dalla parte opposta, si apre la larga Scala dei Censori, da dove inizia il percorso di visita dei piani superiori.

Al piano terra sono ospitati i servizi al pubblico e il Museo dell'Opera, l'area delle antiche cucine del Doge e la sede per mostre. L'Opera, chiamata anche fabbriceria o procuratoria, era anticamente una specie di ufficio tecnico preposto alla manutenzione del palazzo e alla gestione degli interventi di riforma e ristrutturazione. Il Museo dell'Opera raccoglie in sei sale le vestigia architettoniche del Palazzo, tra cui i capitelli sostituiti da copie in un'importante ristrutturazione nel 1875. I Capitelli sono una parte preziosa di sculture e rilievi che arricchiscono le facciate medievali, come un discorso allegorico, religioso, morale e politico.

Il primo piano, chiamato delle Logge, consente un giro lungo le tre ali est, sud e ovest del palazzo, con suggestivi punti di vista sul cortile e sulla Piazzetta San Marco. Questo piano ospita la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia e alcuni uffici della direzione dei Musei Civici veneziani.

Da qui si procede attraverso l'ala Rinascimentale verso la Scala d'Oro; in quest'ala si trovavano gli uffici di varie magistrature. Sulla parete sono incastonate diverse bocche di leone in cui erano introdotte denunce di crimini o malversazioni; questi biglietti finivano nella cassetta di legno che si apriva dall'ufficio a cui la denuncia era rivolta. Qui si trovano anche due lapidi: una trecentesca del 1362 del papato di Urbano V che promette indulgenze a chi faccia elemosina ai carcerati; l'altra è stata creata da Alessandro Vittoria a ricordo della visita a Venezia di Enrico III di Francia nel 1574. L'accesso alla Scala d'Oro è ornato da gruppi marmorei realizzati da Tiziano Aspetti che rappresentano Atlante che regge la volta celeste ed Ercole che uccide l'Idra.

Gli appartamenti del doge si trovano nell'area del Palazzo tra il rio della Canonica (via acquea d'ingresso), la Scala d'Oro e l'abside della Basilica di San Marco. Il nucleo fondamentale dell'appartamento era una dimora prestigiosa ma non troppo estesa, considerando che le stanze più vicine alla Scala d'Oro espletavano una funzione intermedia tra la vita privata del doge e le sue funzioni pubbliche. Nella zona privata dell'appartamento il doge si ritirava al termine della giornata per cenare e trascorrere la sera con qualche famigliare.

Tra il piano delle Logge e il secondo piano, a partire dell'Atrio Quadrato, si sviluppano le Stanze Istituzionali, dove si svolgeva la vita politica e amministrativa della repubblica. Qui si trovano le sale dei principali organi del governo della Repubblica di Venezia: il Maggior Consiglio, il Senato, il Collegio, e le più importanti magistrature di giustizia, dal Consiglio dei Dieci alle Quarantie. In tutte le sale il programma decorativo è sempre profondamente coerente con la celebrazione delle virtù dello Stato e delle funzioni da esso svolte.

Il Palazzo Ducale, sede di tutti gli istituti governativi della Repubblica, compresi quelli della Giustizia, ospitava anche i luoghi di pena e detenzione. A partire dalla seconda metà del Cinquecento, si decise di costruire un nuovo edificio al di là del rio di Palazzo, completamente destinato a funzioni carcerarie, con sale ad uso dei magistrati di Notte al Criminal. La costruzione di queste Prigioni Nuove aveva il proposito di migliorare le condizioni di vita dei prigionieri con celle più grandi, illuminate e areate.
Ogni cella era rivestita, secondo la tradizione, con tavole di legno di larice incrociate e inchiodate fittamente lungo le pareti, sul pavimento e sulla volta. Le Prigioni Nuove rappresentano uno dei primi esempi di costruzione isolata a blocco, unifunzionale, destinata a prigione di Stato.

La visita continua con i due piani sottostanti e il cortile delle prigioni, dove è stato allestito un percorso che mostra una raccolta di ceramiche provenienti da scavi archeologici della zona. Questo percorso ricollega poi al ponte dei Sospiri e alla Sala dei Censori.

Il Ponte dei Sospiri fu realizzato nel 1614 per unire il Palazzo Ducale all'edificio adiacente destinato alle Prigioni Nuove. Chiuso e coperto, è costituito da due corridoi separati da una parete. Uno collega le Prigioni alle Sale del Magistrato alle Leggi, e della Quarantia Criminal al piano nobile del Palazzo Ducale; l'altro mette in comunicazione le Prigioni con le Sale dell'Avogaria e col Parlatorio. Entrambi i corridoi sono collegati alla scala di servizio che dai Pozzi sale fino ai Piombi. Il celebre soprannome di Ponte dei Sospiri risale all'epoca romantica, e si riferisce al sospiro del prigioniero che, uscendo dal tribunale di Palazzo, attraversa il ponte per raggiungere la cella nella quale sconterà la pena, intravedendo, attraverso le piccole finestre, la libertà.

Le sale dell'Armeria costituiscono oggi un prezioso museo di armi e munizioni. Il suo nucleo è documentato fin dal XIV secolo e, al tempo della Repubblica, era affidato alle cure del Consiglio dei Dieci e caratterizzato da strumenti bellici prontamente fruibili da parte degli armigeri di guardia al Palazzo e dagli arsenalotti, estremamente qualificati e organizzati. La collezione d'arme, arricchita da preziosi cimeli, venne parzialmente dispersa dopo la fine della Repubblica. Oggi consta di oltre duemila pezzi.

Il Museo Correr prende nome da Teodoro Correr (1750-1830), nobile di antica famiglia veneziana che lasciò alla Municipalità di Venezia per disposizione testamentaria le sue ricche e vaste collezioni, raccolte in vita con passione in un periodo in cui la Città sembrava incapace a non disperdere il suo enorme patrimonio storico e artistico.

A questo primo consistente nucleo di opere, nel tempo si sono aggiunti altri doni ed acquisti che costituiscono oggi il complesso e diversificato patrimonio dei Musei Civici Veneziani d'Arte e di Storia.

Collocato inizialmente al Fondaco dei Turchi, il Museo Correr occupa dal 1922 gran parte delle Procuratie Nuove, ideate dall'arch. Vincenzo Scamozzi (1552-1616) e la cosiddetta Ala Napoleonica, innalzata a chiudere Piazza S. Marco sul luogo dove un tempo sorgeva la Chiesa di San Geminiano. L'edificio, iniziato durante il Regno d'Italia (1807-1813) per accogliere Napoleone e i Viceré d'Italia, venne continuato sotto la dominazione austriaca per ospitare la Corte Asburgica nelle frequenti visite a Venezia e le rappresentanze politiche, militari e diplomatiche del Lombardo-Veneto di cui Venezia, assieme a Milano, era la capitale.

L'Ala Napoleonica, con la doppia facciata monumentale, il suggestivo portico dell'Ascensione - dov'è l'entrata del Museo, l'arioso scalone, la ricca sala da ballo, fu progettata dagli architetti G. A. Antolini, Giuseppe Soli e Lorenzo Santi. Quest'ultimo nel terzo decennio dell'ottocento sistemò e ordinò tutto il complesso del Palazzo Reale. Il pittore veneziano Giuseppe Borsato impostò il decoro degli ambienti secondo una personale e attenta rilettura dello stile Impero, sotto l'influenza degli architetti e arredatori francesi Percier e Fontaine e dello stile Biedermeier, che allora si andava imponendo nelle principali corti europee.

Il Museo archeologico di Venezia ebbe origine dal lascito del card. Domenico Grimani che nel 1523 donò per testamento alla Serenissima i marmi e i bronzi in gran parte rinvenuti a Roma, in parte avuti dalla Grecia e da egli raccolti in S. Chiara di Murano. Con il passare dei secoli le raccolte si accrebbero e mutarono più volte collocazione, finché nel 1924 il Museo ebbe la sede attuale, in un piano dell’ex Palazzo Reale.

Nucleo fondamentale della raccolta antiquaria costituisce lo statuario - proveniente dai patrimoni di Federico Contarini (1538-1613), Zuanne Mocenigo (1531-1598), del monastero di S. Giovanni di Verdara di Padova e del collezionista veneto Girolamo Zulian (1730-1795) - formato da pregevoli statue votive, rilievi e stele funerarie giunte soprattutto dai territori del Mediterraneo orientale, dall’Attica, dal Peloponneso e dalle isole (prima fra tutte Creta) dove si estendevano i domini e i traffici commerciali della Serenissima. Il Museo dispone inoltre di un importante patrimonio numismatico e ceramico.

La libreria, opera di Jacopo Sansovino, fu eretta e decorata tra il 1537 e il 1560, su ordine dei procuratori di San Marco, per accogliere degnamente i codici greci e latini donati alla Repubblica di Venezia dal Cardinale Bessarione nel 1468. Fa parte ancor oggi come sede monumentale – insieme all'edificio della Zecca , ove si trovano le sale di lettura – della Biblioteca Nazionale Marciana, che custodisce preziosi manoscritti, come il cinquecentesco Breviario Grimani ed il Mappamondo di Fra Mauro, ed edizioni antiche, tra cui quelle di Aldo Manuzio.

Al primo piano si aprono il Vestibolo, sul cui soffitto spicca il dipinto di Tiziano La Sapienza, e la sala della Libreria, sulla cui volta (vero e proprio "manifesto" della pittura manierista a Venezia) si possono ammirare ventun tondi, opera di sette pittori scelti da Tiziano e Sansovino stesso: i più famosi sono i tre di Paolo Veronese; alle pareti ritratti di Filosofi, alcuni dei quali del Tintoretto e, ancora, del Veronese.

Palazzo Rezzonico venne costruito nel 1649 per la famiglia Bon, su progetto dell'architetto Baldassarre Longhena. Nel 1682, in seguito alla sua morte e le difficoltà economiche della famiglia Bon, i lavori furono interrotti. Nel 1751 Giambattista Rezzonico acquistò il palazzo e ne affidò il completamento a Giorgio Massari. La prestigiosa facciata sul Canal Grande e il secondo piano seguivano il progetto originale, e al retro del palazzo fu aggiunto l'accesso da terra, lo scalone d'onore e il grandioso salone da ballo. La decorazione dell'edificio fu affidata a Giambattista Crosato, Pietro Visconti, Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana e Gaspare Diziani.

Nel 1810 la potente famiglia si estinse, e molto del patrimonio artistico e storico del palazzo fu smembrato e disperso. Il palazzo passò a diversi proprietari, tra cui il pittore Roberto Barret Browning e il deputato Lionello Hirschell de Minerbi, chi nel 1935 lo cedette al Comune di Venezia.

Il Mezzanino Browning ospita le opere della Collezione Mestrovich, con un nucleo di sedici opere d'autori come Iacopo Tintoretto, Bonifacio de' Pitati, Benedetto Diana, Lelio Orsi, Jacopo Amigoni, Francesco Guardi, Alessandro Longhi, Benedetto Carpaccio e Cima da Conegliano.

Il percorso di visita al Museo inizia dal grande Scalone d'onore, sul lato opposto al Canal Grande. Al primo piano, attraverso undici sale è possibile ammirare, dipinti, sculture, e arredi settecenteschi, oltre ai preziosi affreschi decorativi dei soffitti.

Il salone da ballo costituisce il momento regale del palazzo ed è un'espressione tipica del gusto del medio Settecento. Le mura sono opera di Pietro Visconti; l'affresco sul soffitto fu dipinto da Giovanni Battista Crosato, e raffigura il carro di Febo e, ai quattro lati, Europa, Asia, America e Africa. Dall'antico arredo del palazzo ci giungono due grandiosi lampadari in legno e metalli dorati a motivi floreali.

Nella Sala dell'Allegoria Nuziale si trova il grande affresco opera di Giambattista Tiepolo, suo figlio Giandomenico e Gerolamo Mengozzi Colonna, in occasione del matrimonio tra Ludovico Rezzonico e Faustina Savorgnan. Qui si possono ammirare opere di Bernardino Castelli e Anton Raphael Mengs. A destra si trova la piccola cappella pensile realizzata nella seconda metà del secolo.

La Sala dei Pastelli è dominata dall'affresco sul soffitto, opera di Gaspare Diziani (1757) e raffigura la Poesia circondata dalla Pittura, dall'Architettura, dalla Musica e dalla Scultura. Alle pareti sono esposti numerosi ritratti a pastello di autori diversi, tra cui Rosalba Carriera, Gian Antonio Lazzari, Marianna Carlevarijs e Lorenzo Tiepolo.

Nella Sala degli arazzi, l'affresco sul soffitto è opera di Jacopo Guarana e rappresenta il Trionfo della Virtù. La sala prende il nome dai tre grandi arazzi fiamminghi della fine del XVII secolo collocati a parete, in cui sono narrati episodi della storia biblica di Re Salomone e la regina di Saba. Il magnifico mobilio è uno dei più notevoli complessi in stile rococò di fabbrica veneziana giunto integro fino a noi. Particolare considerazione merita la porta laccata in giallo con cineserie, rarissimo esemplare databile verso il 1760.

L'affresco del soffitto della Sala del Trono fu eseguito da Giambattista Tiepolo e Gerolamo Mengozzi Colonna, e rappresenta l'Allegoria del Merito. Di particolare rilievo è il ricco mobilio dorato esposto nella sala, originariamente di proprietà della famiglia Barbarigo, attribuito ad Antonio Corradini.

Nella Sala del Tiepolo si può ammirare una tela sagomata di Tiepolo raffigurante la Nobiltà e la Virtù che abbattono la Perfidia, eseguita per conto di Pietro Barbarigo, fu ereditata da Donà dalle Rose e acquistata nel 1934 dal Comune di Venezia.

Al soffitto della Biblioteca è stata adattata una tela con un Trionfo allegorico di Bortoloni; in questa sala è ricostruito un ambiente di studio, con delle sedie rivestite di cuoio dorato e dipinto a motivi floreali, secondo la moda dei cuoridoro tipica dell'artigianato veneziano. I piccoli busti marmorei raffigurano filosofi e saggi dell'antichità; tra le finestre, il grande orologio a torre del primo Settecento è opera della fabbrica londinese Williamson. La biblioteca ospita anche diversi oggetti della Collezione Gatti Casazza all'interno dei grandi armadi-biblioteca seicenteschi. Nella sala si possono ammirare anche lo splendido leggio laccato risalente all'inizio del Settecento e il busto di Filosofo in marmo, opera di Orazio Marinali.

Il soffitto della Sala del Lazzarini si compone di cinque ovali, opera di Francesco Maffei, provenienti da Palazzo Nani. La sala deve il suo nome a tre grandi tele di soggetto mitologico esposte a parete, ritenute di Gregorio Lazzarini; studi successivi hanno dimostrato che è del Lazzarini solo il telero sinistro, mentre la tela più piccola è di Antonio Bellucci mentre l'ultima è opera di Antonio Molinari.

La decorazione del soffitto della Sala del Brustolon è costituita da undici tele di diversa forma e misura che originariamente facevano parte di un complesso decorativo eseguito da Francesco Maffei. L'arredo, scolpito da Andrea Brustolon, è il massimo capolavoro dell'intaglio veneto del primo Settecento; è composto di 40 elementi scolpiti entro il 1706 per la nobile famiglia Venier. Il pezzo più celebre è certamente la consolle porta vasi che raffigura l'Allegoria della forza personificata da Ercole. Al centro della sala risplende lo stupendo lampadario in vetro policromo a venti fiamme su due ordini prodotto verso il 1730 dalla fabbrica muranese di Giuseppe Briati, il più straordinario esempio del genere che ci sia giunto completamente integro.

Gli affreschi originali del portego di Palazzo Rezzonico sono stati dispersi e deteriorati nell'Ottocento, e quindi ne venne modificato l'aspetto, coprendo le pareti con il finto marmo rosa. La decorazione è formata da busti marmorei settecenteschi, ritratti o figure allegoriche, alcune opera di Orazio Marinali. Alle pareti sono esposte le sei grandi statue allegoriche scolpite nel cirmolo da Andrea Brustolon tra il 1722 e il 1727 per il conte Tiopo Piloni di Belluno.

Nel portego del secondo piano sono raccolti i più importanti dipinti di proprietà del museo. Tra i dipinti si trova una veduta di Luca Carlevarijs, un Convegno diplomatico di Francesco Guardi, il Ritratto del maresciallo Matthias von Schulenburg di Antonio Guardi, il grande telero di Giambattista Piazzetta, il dipinto di Gian Antonio Pellegrini con Muzio Scevola e Porsenna, e i due capolavori giovanili di Canaletto (Veduta del rio del Mendicanti e Canal Grande da Ca' balbi verso Rialto). Qui si trova anche una importante antologia delle realizzazioni dei maggiori paesaggisti attivi nel Veneto nel corso del Settecento, tra cui Marco Ricci, Francesco Zuccarelli e l'agordino Giuseppe.

Il corridoio conduce agli affreschi provenienti da Villa Zianigo, opera di Giandomenico Tiepolo. Al terzo piano si trovano tre ambienti della Farmacia Ai do San Marchi e la Pinacoteca Egidio Martini.

Il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, sezione dei Civici Musei Veneziani, è stato istituito nel 1985 e ha sede a Palazzo Mocenigo di San Stae.

Si compone di ricche e articolate raccolte, materiali tessili e librari provenienti dal disciolto Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi e dalle collezioni di Vittorio Cini,acquistate dal Comune di Venezia rispettivamente nel 1981 e nel 1985. Queste collezioni, di recente acquisizione, vengono ad affiancarsi alle importanti raccolte tessili dei Civici Musei Veneziani che, un tempo conservate al Museo Correr e Ca' Rezzonico, stanno ora trovando sistemazione a Palazzo Mocenigo.

La sezione goldoniana comprende alcuni documenti (nascita, nozze, lettere private) il carteggio coi proprietari del Teatro San Luca, il manoscritto del "Giustino", esemplari delle principali edizioni e 1traduzioni settecentesche delle sue opere, i ritratti del Longhi e del Piazzetta; mentre il teatro veneto è rappresentato da ritratti di alcuni autori (Gallina, Selvatico, Sugana, Varagnolo) e di alcuni attori veneti o comunque interpreti delle commedie goldoniane(Modena-Benini-Zago-Gandusio) e anche da alcuni costumi di scena ( la "velada" di E. Novelli e l'abito di Arlecchino di M. Moretti) Inoltre il "portego" arredato in modo da ricreare una certa ambientazione settecentesca.

La collezione municipale d'arte moderna a Venezia è avviata nel 1897 in concomitanza con la seconda edizione della Biennale. Nel 1902 il Comune di Venezia designa Ca' Pesaro, prestigioso palazzo barocco da poco donato alla città dalla duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, quale sede permanente della Galleria.

La Galleria raccoglie, oltre al Novecento internazionale anche la collezione di Ottocento veneziano la cui sezione neoclassica è depositata fin dagli anni '30 alle Galleria dell'Accademia. Le opere più apprezzate sono quelle di Ippolito Caffi (150 vedute di tutto il mondo), Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto, Nono, Zandomeneghi, Signorini, Morbelli per l'Ottocento; Klimt, Bonnard, Chagall, Kandisky per il Novecento.

Il Museo vetrario di Murano venne fondato nel 1861. Dopo l'annessione di Murano al Comune di Venezia , nel 1923, il Museo Vetrario passò a far parte dei Musei Civici Veneziani; le sue collezioni furono, infatti, soggette a un riordinamento, curato nel 1932 sulla base di più moderni criteri espositivi da Giulio Lorenzetti e da Nino Barbantini e furono accresciute dall'aggiunta dei vetri delle collezioni Correr, Cicogna e Molin, che annoverano, tra l'altro, i più bei pezzi rinascimentali del Museo.

In seguito i depositi della Soprintendenza archeologica permisero di istituire la sezionearcheologica, della quale gli elementi di maggior prestigio sono i vetri provenienti dalla necropoli di Enona (Zara). Anche oggi le collezioni del Museo, oltre che per mezzo di acquisti, vengono incrementate da donazioni da parte delle fornaci dell'isola, che vanno ad arricchire soprattutto la raccolta contemporanea. L'attuale ordinamento museale è il risultato di lunghi lavori di restauro e di riallestimento, portati a termine nel 1979, e curati dalla Divisione tecnico-artistica del Comune di Venezia.

Nel 1978 gli enti pubblici veneziani (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Ente per il Turismo, Azienda Autonoma di Soggiorno)si univano alla Fondazione Adriana Marcello in un Consorzio per i Merletti di Burano per rilanciare e riqualificare l'artigianato dei merletti.
Nella sede dell'antica scuola veniva creato il Museo del Merletto e negli anni successivi il Consorzio organizzava corsi di formazione professionale e importanti mostre storiche.

Allo scioglimento del Consorzio, avvenuto nel 1995, la Fondazione Adriana Marcello concedeva il Museo in comodato al Comune di Venezia
Nel Museo sono esposti oltre un centinaio di merletti tratti dalla ricca collezione, per lo più prodotti nell'ambito della Scuola, documenti con importanti disegni, foto e testimonianze iconografiche.

Tipologie di biglietto:

Biglietto intero

Biglietto a prezzo ridotto:
ragazzi U.E. ed extra U.E. da 6 a 14 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi; studenti* U.E. ed extra U.E. dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di studenti; cittadini U.E. ed extra U.E. ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice

Biglietti gratuiti:
Per i residenti e i nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; capigruppo (gruppi di almeno 21 persone previa prenotazione); membri I.C.O.M

Offerta Famiglia:
Per famiglie composte da due adulti e almeno due bambini, 1 biglietto intero e gli altri ridotti

INFORMAZIONE SPECIALE PER I GRUPPI - PALAZZO DUCALE:

L’utilizzo degli apparecchi silenziatori (whisper) è obbligatorio per gruppi accompagnati da guida, composti da un minimo di 10 persone, fino ad un massimo di 40. Gruppi più numerosi dovranno essere frazionati. Un componente adulto del gruppo dovrà consegnare all’addetto un documento d’identità, che sarà restituito contestualmente alla restituzione degli apparecchi, e dovrà sottoscrivere l’apposita dichiarazione di responsabilità. Il prezzo del noleggio degli apparecchi è di 1 euro a persona, da pagarsi in loco. Il pagamento avviene alla cassa gruppi. Il noleggio è gratuito per i visitatori che hanno accesso gratuito a Palazzo Ducale. I possessori di apparecchi silenziatori propri potranno sintonizzarsi sulla frequenza 446Mhz.

ATTENZIONE: L'ingresso al sito prenotato è vietato senza la presentazione del voucher o biglietto. La presentazione della copia dell'ordine non dà diritto all'ingresso. Non sono previste eccezioni a questa regola.
Organizzazione Tecnica Società Cooperativa Culture - Venezia Provided by Società Cooperativa Culture - Venezia
Prenota
Da 5.40€