Una reggia per secoli, ricca di arte e di storia, circondata da un giardino indipenticabile
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ORARIO DI APERTURA
Aperto da giovedì a martedì dalle 9:00 alle 20:00. Chiuso il mercoledì, 1 gennaio, 25 dicembre. La biglietteria chiude un’ora prima
ATTENZIONE: se l'orario richiesto è esaurito, il museo confermerà automaticamente l'orario disponibile più vicino a quello richiesto, nella stessa data.
La prenotazione deve essere richiesta con almeno 1 giorno lavorativo di anticipo.
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Palazzo Reale
Ancor oggi il Largo di Palazzo, piazza del Plebiscito, è uno dei centri del potere dello Stato a Napoli. Su di esso infatti, si affacciano le sedi del Comando Militare in Italia Meridionale e della Prefettura. Il palazzo fu progettato, ed in parte costruito, da Domenico Fontana, per ordine del Viceré Fernando Ruiz de Castro, Conte di Lemos e della Viceregina Caterina Zúnica, secondo un modello edilizio del tardo Rinascimento. Un modello che l'architetto aveva già sperimentato a Roma nella sua attività per il Papa Sisto V. Soprattutto la facciata, in mattoni e piperno, riprende, con accentuazione manieristica dell'estensione in larghezza, temi costruttivi ed ornamentali della cultura romana, come colonne di granito, iscrizioni in latino, frontoni e lesene doriche, ioniche e corinzie.
L'interno è distribuito intorno al cortile d'onore quadrato e circondato da un porticato ad archi di piperno, che, nel piano superiore corrisponde all'ambulacro, loggia coperta su cui si affacciano le stanze. Già nel progetto del Fontana, ma anche come risultato dei successivi ampliamenti, di Sanfelice, Vanvitelli, Fuga e Gaetano Genovese, altri due cortili di pianta rettangolare comunicano con la corte d'onore: il cortile del Belvedere e quello delle Carrozze, creando, con gli androni allineati e la ripetizione modulare degli elementi architettonici, suggestivi effetti di più direzioni all'infinito.
A nord si estende il giardino creato dal botanico Denhart nel 1841, negli anni del grande restauro ottocentesco della Reggia. Magnolie, lecci e piante rare accostano i loro verdi con gusto pittorico, con l'inserto esotico, e più recente, di palme ad alto fusto. Il giardino e tutto il versante nord-orientale della Reggia con il Regio Teatro San Carlo e la scarpata delle scuderie sono circondati da una cancellata ottocentesca in ferro. L'ingresso dell'antico maneggio è sormontato dalle sculture in ferro di due "domatori di cavalli" di Clodt Von Jurgenburg, donati al Re Ferdinando II Borbone dallo Zar di Russia nel 1846 e inaspettato motivo di gemellaggio con San Pietroburgo perché replica di altre due sculture collocate su un ponte della Neva.
La spianata verso il Vesuvio è collegata agli spalti del Maschio Angioino da un ponte ad arco di impianto vicereale, traccia dell'antico funzionale legame tra il Palazzo e la Fortezza con l'arsenale delle artiglierie. La Fabbrica di Porcellana Borbonica, nel primo periodo di attività, si trovava in un padiglione qui accanto e tutto il palazzo era animato da attività accessorie alla vita di corte come: la Reale Stamperia, la Reale Arazzeria (dopo il trasferimento da San Carlo alle Mortelle), la seicentesca Accademia Palatina, la Cappella Reale, gli Uffici della Tappezzeria, i corpi di guardia militare, gli alloggi del maggiordomo maggiore e di tutto il personale.
Per tre secoli, dal 1600 al 1946, il Palazzo Reale è stato sede del potere monarchico a Napoli ed in Italia Meridionale, abitato, prima da Viceré spagnoli e austriaci, poi dai Re Borbone, infine dai Savoia. Dal 1919 il Palazzo Reale è adibito a Museo degli Appartamenti Storici ed a Biblioteca Nazionale, svolge, quindi, un ruolo diverso, un ruolo culturale, nella vita della città.
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